Guide pratiche

Self service metano: i vantaggi e gli svantaggi

0
self service metano

C’è una data che segna un cambiamento importante per tutti gli utilizzatori di gas metano per autotrazione: il 19 Aprile 2019.

In questo giorno infatti, dopo l’approvazione del Ministero dell’Interno e di quello dello Sviluppo Economico ed il via libera della Commissione Europea, è entrato in vigore (dopo i canonici 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) il decreto che consente a chi viaggia a metano di poter prendere in mano la pistola e fare il pieno autonomamente, anche di notte o quando le aree di servizio risultano chiuse.

Una bella svolta.

Purtroppo anche stavolta c’è stato da patire: nonostante l’Italia sia ai primi posti per tecnologie e rete di distribuzione del metano per auto, a livello normativo la novità è arrivata molto più tardi rispetto a tanti altri paesi che questa possibilità la prevedevano già.

Cosa è cambiato: novità tecniche e responsabilità

La novità, avrà bisogno di essere “digerita” passando attraverso delle procedure tecniche e disciplinari; è stato ideato infatti un piccolo corso di formazione per gli automobilisti che devono rifornire di metano.

Nelle aree di servizio, dopo aver effettuato il pagamento, si potrà visionare un video tutorial esplicativo in tutte le lingue, così da visionare dettagliatamente le operazioni da effettuare per poter operare in sicurezza. L’impianto di rifornimento, attraverso il pagamento con carte di credito o bancomat, richiederà i dati personali all’utente, mentre non necessiterà dell’autenticazione del personale di servizio.
Da ciò si evince che la responsabilità di tutte le operazioni sarà solo dell’automobilista, esonerando completamente il titolare dell’impianto.
La pistola di erogazione del gas, dopo l’entrata in vigore del decreto, necessiterà di una modifica finalizzata all’introduzione di un pulsante di sicurezza per la ritenuta.

Le regole pratiche per il rifornimento: vantaggi e svantaggi

Il nuovo decreto, rende quindi più fruibile il servizio, aprendo alla possibilità di rifornimenti nel fine settimana e nell’arco notturno, snellendo una prassi (quella relativa al rifornimento con gas metano), che fino ad ora aveva alcuni svantaggi.

Il più importante di essi, era quello di condizionare (almeno un po’), sia i movimenti quotidiani, che l’acquisto di un veicolo con alimentazione a gas naturale; in realtà poi, la scelta sull’acquisto risentiva anche di una distribuzione della rete di rifornimento molto eterogenea nel paese, con differenze molto rilevanti tra nord e sud.

Federmetano evidenzia in modo particolare, che il rifornimento fai da te, renderà il gas per autotrazione più appetibile anche alle flotte, le quali finora evitavano di dotarsi di veicoli con doppia alimentazione per non trovarsi in condizione di rifornimento “limitato” in particolari e predeterminate fasce temporali.

Ora che questo ostacolo è stato rimosso, l’Italia si pone sullo stesso piano di altri paesi, come l’Austria, la Svizzera e la Germania, che ben prima hanno provveduto a fornire questa possibilità e sulle cui strade il metano self service è ormai divenuto la norma.

C’è solo bisogno di un fisiologico periodo di adattamento e apprendistato, dopodiché erogatore in mano, si potrà rabboccare e fare il pieno alla propria auto a metano, proprio come oggi si fa semplicemente il pieno di benzina.

Veniamo all’aspetto pratico: come può avvenire un rifornimento?
Il rifornimento self service può svolgersi in due situazioni: in presenza di un impianto presidiato o in uno non presidiato.
Nella prima circostanza, è obbligatorio che vi sia un operatore qualificato che possa intervenire in caso di malfunzionamenti o emergenza.
Se invece ci troviamo nella seconda circostanza, cioè quando l’impianto non è presidiato (ad esempio la notte o comunque in orario di chiusura), allora si dovranno rispettare determinati requisiti:

  • L’impianto deve essere dotato di sistema di telecamere per la videosorveglianza: la zona di rifornimento deve essere coperta dallo stesso con telecamere che siano posizionate in modo da riprendere l’erogatore, il veicolo e la targa. Le immagini registrate, andranno archiviate per il tempo previsto dalla legge, al fine di consentirne in caso di necessità, l’eventuale visione esclusivamente da parte delle autorità competenti.
  • Deve esserci una procedura di identificazione dell’autore del rifornimento: anche se in modo indiretto, questa condizione viene verificata con l’utilizzo del metodo di pagamento elettronico (carte di credito o bancomat). Limitando il pagamento ai soli sistemi elettronici, si avrà sicuramente il piccolo disagio di non poter rifornire utilizzando il denaro contante, ma si riuscirà in ogni caso a risalire all’identità dell’utilizzatore dell’impianto in quel preciso lasso temporale, operando una semplice verifica del metodo di pagamento.
  • È venuto il momento di esporre il disagio più pesante, che contribuirà ad allungare anche i tempi di messa in opera delle nuove procedure: gli automobilisti che vogliano utilizzare la modalità di rifornimento fai da te devono effettuare una registrazione in una banca dati presente sulla pagina web del ministero dei trasporti; le procedure per fare ciò, saranno rese note dal Ministero dell’Interno in accordo con i ministeri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture. Si dovrà quindi aspettare che venga aggiornato il portale web per poter rispettare questo ulteriore adempimento burocratico. In alternativa, questa registrazione può svolgersi anche su un portale telematico legato all’Autorità di regolazione per l’energia delle reti e per l’ambiente, o presso la pagina web di una società che opera nel settore dei trasporti e delle infrastrutture su scala nazionale (con autorizzazione in questo caso del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco).

Non è tutto. Le modalità di “istruzione” dell’automobilista, finalizzate a fargli apprendere il corretto modo d’uso dell’impianto, possono essere delegate a un operatore dell’area di servizio, con l’ausilio di un opuscolo illustrativo; terminata la fase istruttoria, il gestore ha il compito di registrare l’utente nella banca dati di cui si parlava poc’anzi.

Il tutorial può essere consultato anche dal portale web (ancora in fase di allestimento): fatto ciò, sarà possibile procedere all’inserimento dei dati per la registrazione.

Vi chiederete il perché di tutto ciò.

Il motivo principale, è che ovviamente ogni responsabile di impianto di rifornimento deve per legge rendere edotti tutti gli utenti dei rischi e della potenziale pericolosità che l’operazione di rifornimento comporta; l’utente dovrà a sua volta dichiarare di aver ricevuto informazioni dettagliate ed esaurienti sulle modalità di utilizzo dell’impianto self service e dei rischi correlati, oltre che sulle procedure da attuare in caso di emergenza.

Con tale dichiarazione (non sono state ancora rese note le modalità con cui verrà sottoscritta), l’utilizzatore si assume la completa responsabilità sull’uso dell’apparato di rifornimento.

Senza dimenticare che tutto questo, considerati gli adempimenti burocratici e le modifiche tecniche da apportare agli impianti, potrebbe portare anche a un aumento dei costi della materia gas naturale.

Basterà attendere un po’ di tempo e capiremo se saranno maggiori i vantaggi o se l’introduzione di questa novità, appesantirà e complicherà solamente di burocrazia un semplice pieno di metano.


Comments

Comments are closed.

Altri articoli in Guide pratiche