Auto a benzina diesel GPL metano elettrica
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Il mondo dell’auto è in continua evoluzione: dai classici diesel e benzina si è oggi arrivati ai meno inquinanti GPL (gas di petrolio liquefatto) e metano e al più sofisticato elettrico ad emissioni zero.

Ma come potete scegliere l’auto che fa per voi? In questo articolo analizzeremo le singole alimentazioni per permettervi di compiere quantomeno una scelta informata.

Benzina

Il caro, vecchio motore alimentato a benzina rappresenta ancora in Italia una grande percentuale di autovetture.
Il suo costo alla pompa di benzina è leggermente superiore a quello del diesel ma rispetto ad esso presenta costi inferiori per quanto riguarda i materiali consumabili e la manutenzione dell’impianto.

Fino a qualche anno fa la scelta tra benzina e diesel ricadeva sempre su quest’ultimo principalmente perché riusciva a garantire una più lunga durata alle componenti del motore, così come anche migliori prestazioni in termini di spinta.

Tuttavia, ad oggi, anche i motori benzina sono cresciuti in quanto a durevolezza ed efficacia, e ciò spiega almeno in parte la tendenza del ritorno al benzina a cui stiamo assistendo.

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Diesel

Il diesel è nato come comburente per mezzi pesanti; grazie alle sue particolari peculiarità riusciva a ottenere grandi prestazioni rispetto a un motore benzina a parità di giri del motore.
Proprio i più bassi regimi costringevano le componenti motore ad uno sforzo minore, allungandone così la vita.

Di contro è necessario porre l’accento sui più alti costi di gestione dei motori diesel, che spesso risultano convenienti solo nel caso in cui dobbiate percorrere una notevole quantità di chilometri.

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GPL Gas di petrolio liquefatto

Il primo dei carburanti alternativi è il GPL, che presenta interessanti caratteristiche eco-friendly: le emissioni dei propulsori che sfruttano questa alimentazioni sono infatti davvero basse, il che rende un’auto GPL nelle più alte categorie delle classi ambientali. Ha anche una buona autonomia, che mediamente sfiora i 400 chilometri.

Il suo punto di forza è però ovviamente il prezzo: un litro di GPL costa praticamente un terzo di un litro di benzina e, considerando anche la più alta quantità di combustibile richiesta da un motore di questo tipo (circa 9 o 10 litri per 100 km), il risparmio rimane comunque evidente.

La maggiore distribuzione di stazioni ospitanti GPL segna un punto a suo favore nei confronti del concorrente metano.

Le spese di gestione non sono alte ma l’impianto richiede la sostituzione delle bombole ogni 10 anni.

Metano

Il diretto concorrente del GPL presenta le medesime peculiarità in merito al ridotto impatto ambientale e convenienza al distributore.

Le auto a metano posseggono un’autonomia compresa tra i 250 ed i 300 chilometri nonostante il motore richieda una ridotta quantità di metano. Il prezzo di questo combustibile si attesta poco sotto l’euro al kg: trattandosi in effetti di un gas il suo peso viene calcolato in chili anziché in litri.

L’Italia sta adattandosi lentamente a questo nuovo comburente; troppo lentamente in realtà, tanto che spesso (soprattutto in sud Italia) i possessori di un veicolo a metano sono costretti a fare delle deviazioni importanti per poter raggiungere il distributore.

È bene sottolineare, inoltre, come un motore alimentato a metano perda sensibilmente di prestazione, come se questo gas addormentasse il propulsore.

Infine, considerate che spesso per ospitare l’impianto dotato di bombola, l’auto a metano deve privarsi di parte del proprio bagagliaio e che le spese di manutenzione sono leggermente più alte rispetto ad un impianto GPL.

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Elettrico

Le auto elettriche rappresentano senza dubbio il futuro.

Purtroppo però questo sistema è stato fortemente penalizzato quando i primi modelli lanciati sul mercato presentavano costi proibitivi (nell’ordine dei 100 mila euro per le autovetture sviluppate da Tesla).

Successivamente i prezzi sono andati calando fino a raggiungere soglie abbordabili per quasi tutti, mentre sta continuando incessantemente la diffusione di colonnine di ricarica nelle varie città italiane.

I motori elettrici sono propulsori ad emissioni zero, ma i vantaggi non finiscono qui: grazie a quest’alimentazione sareste esentati per cinque anni dal pagamento del bollo, avrete le strisce blu totalmente gratuite e un premio assicurativo più basso.

L’autonomia rappresenta ancora un limite con i suoi 170 chilometri di media, ma se pensate che la ricarica presenta un costo di circa 3 euro potreste ritenervi più che soddisfatti.

Un ulteriore limite che si sta cercando di limare è costituito dalla durata della ricarica: attualmente la durata media di questa si aggira intorno alle tre ore.

Non vi resta che valutare i chilometri annuali che percorrete e quanto delle vostre finanze potete destinare all’utilizzo dell’autovettura per scegliere il modello più adatto a voi.

Ricordate inoltre che la scelta di un’alimentazione dovrebbe essere sempre correlata al proprio stile di guida: non ha senso scegliere un’auto GPL o a metano se siete abituati a tenere una guida sportiva, così come non ha senso scegliere un benzina per tenerlo costantemente a regimi bassi.

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