Libretto di circolazione o carta di circolazione: come leggerli
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Vi sarà capitato almeno una volta nella vita di essere fermati per un normale controllo e di sentirvi dire le famose parole “Patente e libretto, grazie”.

Quello che tutti chiamiamo libretto è in realtà la carta di circolazione, ma conserva ancora comunemente la vecchia denominazione risalente ormai a più di 30 anni fa (prima ancora dell’entrata in vigore del Codice della strada nel 1992). Tale retaggio è così radicato che i più sanno cosa sia il primo ma a volte non sanno cosa cercare quando viene richiesta la carta di circolazione.

Che la si chiami in un modo o nell’altro comunque, questo documento è come l’impronta digitale di un veicolo: su di essa verranno riportate tutte le informazioni relative al mezzo, dalla normativa antinquinamento, ai pneumatici che sarà possibile montare, il massimo carico che il veicolo potrà trasportare e tanto altro ancora.

È stampata su una carta particolare in modo da renderne difficile la riproduzione e la contraffazione ed è divisa in quattro quadranti, sia davanti sia dietro:

Parte frontale della carta di circolazione

La parte frontale, indicherà dettagliatamente l’intestazione e le varie voci del veicolo, contrassegnandole ognuna con una lettera alfabetica.

Quadrante in alto a sinistra della carta di circolazione

Nel quadrante in alto a sinistra vi sarà:

  • il n° di immatricolazione del mezzo (ossia il n° del documento di circolazione);
  • con la lettera A la targa del veicolo;
  • a seguire con le lettere B e C vi saranno i dati del proprietario ed eventuale intestatario, i quali possono qualche volta anche non coincidere (cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza e codice fiscale);
  • eventuali sottocategorie per ogni lettera saranno indicate con un punto seguito da un numero crescente (C.1, C.2, C.3 e così via).

Quadrante in alto a desta della carta di circolazione

Spostandoci nel quadrante in alto a destra troviamo:

  • A partire dalla lettera D abbiamo i dati tecnici del veicolo: marca e modello (eventualmente anche con un codice alfanumerico per distinguere univocamente veicoli che hanno avuto diverse serie di produzione);
  • Con la lettera E verrà indicato il telaio dell’auto (che come la targa è un dato fondamentale per identificare il veicolo qualora ad esempio le targhe vengano smarrite e si debba procedere alla reimmatricolazione; il n° di telaio sarà altresì necessario qualora dovreste recarvi da un ricambista per cercare un pezzo di ricambio per la vostra auto);
  • Alla lettera F verranno riportati i limiti di massa trasportabile in diverse condizioni di carico;
  • Con la lettera I verrà indicata la data di immatricolazione;
  • Con la lettera J verrà riportata la destinazione d’uso del mezzo (ad esempio autovettura per trasporto di persone – uso proprio);
  • La lettera K riporterà una sigla alfanumerica che rappresenta il numero di omologazione del veicolo;
  • Alla N vi sarà invece il numero degli assi;
  • Alla O troveremo i limiti di massa trasportabile;
  • La lettera P sarà riservata al motore: i dati riportati più importanti sono cilindrata, potenza (in kW, importante ad esempio per sapere se il veicolo può essere condotto da neopatentati) tipo di alimentazione (benzina,gasolio) e codice di identificazione del motore;
  • Con la lettera Q sarà indicato il rapporto potenza/massa (per i soli motocicli);
  • Con la lettera S verranno indicati i posti a sedere ed eventualmente anche in piedi di cui dispone il mezzo;
  • Alla lettera U sarà indicata la rumorosità del motore;
  • La lettera V sarà utilizzata per tutte le specifiche relative all’inquinamento (Co2, particolato, ecc);
  • La lettera W indicherà la capacità in litri del serbatoio.

Quadranti in basso della carta di circolazione

Scendendo ora nei quadranti inferiori, in quello a sinistra verrà indicata la casa costruttrice, la lunghezza e la larghezza del veicolo, il rapporto potenza/tara, il tipo di cambio e le misure dei pneumatici omologati che sarà possibile montare; verrà poi indicata nuovamente la direttiva antinquinamento che il mezzo rispetta, la massa a vuoto, il limite massimo di peso con il traino di un rimorchio e il consumo di carburante.

L’ultimo quadrante, quello inferiore destro, è solitamente lasciato vuoto se non occorre riportare altri dati.

Parte posteriore della carta di circolazione

La parte posteriore è molto utile per la lettura, poiché nel primo quadrante in alto a sinistra vi è una vera e propria legenda da poter consultare qualora dimenticassimo a cosa corrispondono le sopracitate lettere; consultandola infatti potremo facilmente comprendere meglio i valori riportati nella parte anteriore del documento.

Il secondo quadrante sul retro è interamente dedicato alla revisione del veicolo, qui andranno apposti i talloncini adesivi che verranno rilasciati dall’officina autorizzata quando il nostro veicolo avrà sostenuto la revisione periodica con esito positivo.

In ottemperanza infatti all’art. 80 Codice della strada, i veicoli nuovi devono essere sottoposti a revisione per la prima volta dopo 4 anni dall’immatricolazione, e poi con cadenza di 2 anni (fanno eccezione i veicoli adibiti a trasporto persone, come taxi ed autobus, che per circolare devono sostenere la revisione ogni anno).

I due quadranti inferiori del retro del documento, sono vuoti per consentire di attaccarvi tagliandini adesivi che attestano avvenuti passaggi di proprietà o aggiornamenti di residenza.

Come abbiamo visto, leggere una carta di circolazione può essere inizialmente un po’ macchinoso per chi non l’ha mai fatto, ma consultando anche la legenda sul retro, si può facilmente capire a cosa si riferiscono le varie voci.

Cosa importante da tenere in considerazione è che qualsiasi modifica che apporteremo al veicolo o che possa alterare i valori riportati sulla carta di circolazione, ci esporrà, all’atto del controllo da parte delle forze dell’ordine, al rischio del ritiro del documento stesso, poiché il veicolo non corrisponderà a quanto dichiarato in sede di immatricolazione.

Non solo, il veicolo dovrà essere fermato e sarà autorizzato a circolare nuovamente solo dopo essere stato sottoposto a revisione straordinaria, per verificarne la conformità e l’idoneità alla circolazione.

Quando ad esempio viene installato un impianto a metano o a GPL, o anche un gancio da traino su un’auto, l’installatore, dopo aver eseguito il lavoro, provvede a effettuare il collaudo del veicolo presso la motorizzazione; se questo avrà esito positivo, sulla carta di circolazione verrà riportata la modifica effettuata e il veicolo sarà così nuovamente autorizzato a circolare poiché conforme e corrispondente al suo documento di circolazione.

Si tiene a precisare che alcune violazioni al Codice della strada prevedono la sanzione accessoria del fermo o del sequestro amministrativo ai fini della confisca, e in queste circostanze la carta di circolazione viene sempre ritirata dall’organo accertatore.

Consigliamo sempre di sincerarsi di poter eseguire una modifica nel rispetto delle norme vigenti!

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