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Henry Ford: storia di un imprenditore unico

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Storia di Henry Ford

Henry Ford merita particolare considerazione nella storia dell’automobile, non solo per la creazione di uno dei più grandi colossi industriali di tutti i tempi, ma perché ha contribuito in modo importante pro e contro il progresso; vediamo quali sono stati i suoi meriti nel settore automotive.

Un successo fondato sul lavoro

Henry Ford nacque il 30 luglio del 1863 a Dearborn nel Michigan da una famiglia di fattori e già in età adolescenziale mostrò un notevole interesse per il lavoro e la meccanica; la sua prima attività, svolta fra le mura di casa, fu la riparazione di orologi, una passione con la quale si fece subito una buona fama specialmente nel vicinato. Come spesso accade, avvenne un episodio che cambiò radicalmente la sua vita; nell’anno 1876 morì sua madre e suo padre gli chiese di aiutarlo nella fattoria, occupazione che Henry Ford rifiutò per mancanza assoluta d’interesse nei lavori agricoli.

Fu così che si recò nella città di Detroit, dove nel 1879 venne assunto dalla compagnia Flower & Bros in qualità di apprendista macchinista. Dopo 3 anni Henry tornò a casa dove sfruttò le sue nuove esperienze professionali per riparare le macchine agricole della fattoria di famiglia; anche in queste mansioni mostrò notevoli capacità, tanto da venire assunto dalla Westinghouse, l’azienda produttrice di tali macchine, dove Henry incrementò ulteriormente le sue conoscenze nel settore.

Dopo il matrimonio nel 1888, Henry Ford sottoscrisse un nuovo contratto con la compagnia elettrica fondata da Thomas Edison (l’inventore della lampadina), dove la sua carriera decollò definitivamente, fino al punto di diventare prima ingegnere e successivamente capo ingegnere.

Nel frattempo, Ford costruì il primo veicolo nel suo garage grazie ai finanziamenti dell’azienda elettrica e lo presentò a Edison, che lo incoraggiò a costruire un nuovo modello. Henry Ford non perse l’occasione e nel 1898, con l’ausilio economico di una compagnia di legname di Detroit appartenente al barone Murphy, cominciò la sua nuova avventura: lavorò per altri tre anni alle dipendenze della Detroit Automobile Company e quindi decise di fondare la sua azienda, la Ford Motor Company di Dearborn.

La nascita della Ford

Henry Ford si mise subito al lavoro per realizzare il suo progetto, cioè la costruzione di un veicolo economico, ideale per il popolo; si trattava della Model T, battezzata Lizzie dagli americani. La vettura era disponibile unicamente nel colore nero e piacque molto al pubblico; fu la prima auto in assoluto a essere prodotta in serie.

Dopo il 1927, anno in cui terminò la produzione della Model T che raggiunse il ragguardevole traguardo dei 15 milioni di esemplari costruiti, Ford inventò la Hemp Body Car, un veicolo unico realizzato interamente in canapa e alimentato addirittura a bioetanolo estratto dalla pianta medesima. Quest’auto fu l’espressione più evidente della carriera dell’imprenditore, che unì la sua esperienza alla sua passione, mettendo in produzione (1941) un veicolo legato alla sua vita, un vero omaggio alla sua famiglia. Henry Ford morì 6 anni dopo e il suo gioiello in fibre di canapa segnò questo periodo storico per poi scomparire, perché nel 1955 la coltivazione della pianta fu proibita in tutto il territorio statunitense.

Henry Ford e la grande guerra

L’imprenditore di Detroit ebbe un ruolo importante durante il nazismo: in tale periodo storico Ford fu insignito da Adolf Hitler della Gran Croce, l’onoreficenza migliore che la Germania nazista conferiva agli stranieri. Henry Ford era un deciso sostenitore del partito nazionalsocialista e versò nelle sue casse ben 50 mila dollari (ai tempi davvero molto denaro), oltre a fornire l’esercito tedesco con mezzi blindati e destinare i proventi di tale produzione alla causa nazista. A tal proposito, Henry Ford scrisse anche un libro in 4 volumi intitolato l’Ebreo internazionale, dove spiegava il progetto di dominio che tale popolo avrebbe voluto esercitare sul mondo.
Indubbiamente, per quelle che sono le vostre conoscenze di storia, quella di Ford fu una posizione davvero discutibile, una probabile macchia indelebile in quella che è stata una carriera straordinaria, fondata molto sul lavoro e poco sugli studi, a differenza di molto altri imprenditori del suo livello.
Il suo sostegno al partito di Hitler, rappresentato soprattutto dalle ingenti somme di denaro ad esso versate, furono una scelta che andò decisamente contro il progresso; non si tratta di un opinione, ma di un fatto dimostrato dall’epilogo di queste vicende storiche spesso ricordate ancora oggi.

Il grande merito di Henry Ford: la catena di montaggio

Henry Ford fu un grande industriale che introdusse per la prima volta e di sua iniziativa un innovativo processo di lavorazione che è ancora oggi alla base di ogni organizzazione aziendale. Si tratta della catena di montaggio, cioè quella serie di operazioni che permettono alla fabbrica di ottimizzare i tempi di produzione e facilitare le mansioni degli operai. Grazie alla catena di montaggio ogni persona svolgeva un solo compito, per poi passare il pezzo al collega che lo lavorava o lo utilizzava in base alle sue mansioni e così via, esattamente come accade ora, con la differenza sostanziale che attualmente sono le macchine a svolgere il compito degli operai.

Odiernamente le aziende sono organizzate nell’ottica di progetti comunitari, identificati in Europa dall’Industria 4.0, un insieme di regole precise che coinvolgono macchine robotizzate e personale altamente qualificato, nel rispetto dei temi che meglio interessano sia l’imprenditore che il personale, cioè la redditività, la salute nei luoghi di lavoro e la qualità sia della fabbrica che della vita di ogni singolo operaio. L’industria 4.0 è già una realtà e non è un più solamente un progetto ambizioso; resta il fatto, che le basi di tale organizzazione sono la conseguenza esatta della catena di montaggio introdotta quasi un secolo fa da Henry Ford.

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