Bonus rottamazione 2020
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Le novità della legge di Bilancio 2020 sono tante, e molte riguardano da vicino il mondo automotive: scopriamo insieme quali sono le più importanti e chi ne può approfittare.

I bonus auto 2020

Le novità fiscali di quest’anno sono tante, e per quanto riguarda le auto una su tutte è rappresentata dal bonus rottamazione auto 2020: quest’ultimo è un incentivo rivolto ai soggetti che rottameranno un veicolo nei prossimi mesi.

Le novità che riguardano questo bonus sono contenute nel Green New Deal del nuovo governo M5S-PD, uno dei provvedimenti in ambito economico e commerciale per salvaguardare l’ambiente: ecco quindi cos’è il bonus rottamazione e soprattutto come funziona.

Bonus rottamazione auto 2020

L’incentivo economico è rivolto a chi decida di rottamare la propria moto (Euro 2 o Euro 3 a due tempi) o la propria auto (fino ad Euro 3): in questo caso avete tempo fino a dicembre 2021 per procedere.

La misura segue a ruota quella del bonus rottamazione 2019, e stanzia 1.500 euro per le auto e 500 per le due ruote, ma non è rivolto a tutti: un criterio fondamentale per l’adesione si basa infatti sulla vostra residenza.

Quest’ultima dovrà infatti essere localizzata all’interno delle città metropolitane (troverete ogni tipo d’informazione in merito sul sito della vostra Regione) interessate dalle procedure d’infrazione imposte dall’UE.

Oltre ai requisiti fondamentali la legge di Bilancio 2020 stabilisce altre rigide condizioni per richiedere l’incentivo Bonus Rottamazione Auto, e cioè che:

  • non potrete usare il bonus per acquistare un’auto nuova
  • l’importo andrà in scadenza dopo 3 anni
  • non potrete acquistare un veicolo ad alte emissioni nei successivi 2 anni dalla richiesta
  • potrete spendere il bonus solo per servizi di car sharing, biglietti di mezzi pubblici, acquisto di biciclette elettriche e altri sistemi di mobilità green

Gli obiettivi del Bonus Rottamazione Auto

Le finalità del Bonus rottamazione 2020 sono principalmente 2: la prima è risolvere il problema dell’inquinamento (soprattutto nelle grandi città metropolitane), e la seconda è riuscire a rientrare nei limiti imposti dagli accordi dell’UE.

Il provvedimento incentiva di fatto gli italiani a scegliere mezzi di trasporto alternativi a quelli privati e desueti per diminuire il più possibile l’inquinamento, il gas serra e quindi il surriscaldamento globale.

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