FAP filtro antiparticolato cosa è e come funziona
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Basta guardare un qualsiasi listino prezzi sulle riviste di settore per scorgere la presenza di auto con FAP o con DPF. I due sistemi, pur essendo concettualmente diversi, rimandano entrambi allo stesso principio. Lo scopo è l’abbattimento delle emissioni di particolato PM10 nelle vetture diesel.

Cos’è il FAP

Il FAP è un filtro antiparticolato collocato nelle vetture a gasolio che ha il compito di trattare i gas di scarico ed è presente sui mezzi che hanno una classificazione superiore a Euro 4.

Il ruolo del FAP (o DPF) è di intrappolare le micro particelle PM10 e bruciarle, impedendo che possano poi volatilizzarsi nell’aria. Esse contengono sostanze volatili che sono inquinanti. I gas di scarico passano attraverso il filtro, il quale intrappola le particelle in questione e dopo un certo quantitativo le brucia, per poi scaricarle a terra (senza che vadano in dispersione nell’aria).

Ovviamente a lungo andare il filtro perde in efficienza e richiede una certa manutenzione o addirittura la sostituzione.

Quando il filtro sta bruciando il particolato, in gergo si dice che “sta rigenerando”: il minimo del motore si innalza leggermente e parta il sistema di raffreddamento per controllare la temperatura che il FAP raggiunge, dato che anche questa si innalza.

Il sistema è prevalentemente indicato per auto che percorrono tragitti lunghi ed extraurbani. In queste situazioni i gas bruciano meglio e con maggior continuità.

Le maggiori criticità le si notano nei percorsi urbani di pochi chilometri, dove il motore fatica ad andare in temperatura. Per ovviare al problema, il motore innalza il suo regime di rotazione minimo, passando dai classici 700-800 giri/min a 1.000-1.200 giri/min.

Il funzionamento del FAP

Prima di capire il funzionamento è utile conoscere dove è installato il filtro antiparticolato.

La posizione è comunque a valle dei collettori di scarico, ma la posizione può cambiare. Ci sono case automobilistiche che scelgono un’installazione più distante dal motore, più spostata verso i tubi di scappamento, altre che invece prediligono un posizionamento più prossimo al propulsore per sfruttare il maggior calore dei fumi e quindi bruciare meglio le particelle.

La composizione del FAP è metallica, in carburo di silicio. La maglia è molto fitta e si compone di piccole celle che hanno la funzione di intrappolare il particolato.

È importante evidenziare una differenza sostanziale: il FAP funziona grazie alla cerina, ovvero una sostanza che agevola l’aggregazione delle sostanza da bruciare (da sostituire ogni 80 mila km), mentre il DPF non prevede questo additivo.

Il FAP è utilizzato prevalentemente su vetture francesi ed è coperto da brevetto, il DPF è più sviluppato per tutti gli altri modelli di veicoli. Erroneamente si utilizza la nomenclatura FAP per identificare tutti i sistemi di filtro antiparticolato.

Il FAP raggiunge quindi la temperatura di circa 400 °C per bruciare le sostanze e ridurre le dimensioni delle microparticelle, espellendo poi il tutto dai tubi di scarico.
Durante la marcia, quando il filtro raggiunge un predeterminato livello di saturazione, un iniettore speciale inietta gasolio nel circuito per facilitare la combustione, il regime del minimo si alza e le particelle PM10 bruciano.

FAP e DPF sono differenti solo nella tecnica di funzionamento. La cerina ha il compito di ridurre le temperature di combustione, facilitando però l’aggregazione del particolato, invece il DPF lavora a temperature molto più alte perché non si avvale dell’additivo.

La manutenzione e la pulizia del FAP

Il filtro antiparticolato si avvale di una pulizia che avviene in automatico.

Se state viaggiando in autostrada, ad esempio, nemmeno vi accorgerete che la vostra auto ha in atto la rigenerazione. Diversamente potrebbe capitare se circolate maggiormente nei tragitti cittadini e urbani in genere, dove il regime di giri è tendenzialmente più basso. Questo comporta una impossibilità a raggiungere facilmente una temperatura più elevata e idonea a bruciare le sostanze presenti nel FAP. In questo caso è fortemente consigliabile non interrompere la rigenerazione e cercare di utilizzare marce basse per far lavorare il motore a un regime maggiore, oppure scegliere di percorrere qualche chilometro fuori città a velocità più elevate (e quindi col motore che gira ad un regime più alto).

Dopo diverse interruzioni di ciclo è possibile che il filtro non sia più in grado di riprendere il suo lavoro e compare una spia illuminata sul cruscotto che identifica il problema. In questo caso è necessario recarsi al più presto in officina per una pulizia forzata oppure, alla peggio, per una sostituzione del filtro.

Nei sistemi che prevedono la cerina la manutenzione è superiore perché è necessario verificare la presenza dell’additivo nel serbatoio dedicato (solitamente 5 litri), mentre nei sistemi che non si avvalgono di tale sistema la manutenzione è praticamente nulla.

La sostituzione del filtro antiparticolato potrebbe non risultare necessaria: è sempre consigliabile seguire le indicazioni della casa automobilistica. Alcune forniscono un’indicazione di sostituzione del filtro dopo 200 mila km o oltre, altre case si orientano invece per un cambio ogni 80 mila km.

Esistono comunque dei sistemi per pulire il filtro che l’officina utilizza, ma che potete anche voi usare a patto che siate esperti del settore e avete le giuste conoscenze.

Indicazioni di costo

La pulizia e la manutenzione di un filtro antiparticolato possono variare a seconda della tipologia e del modello. La presenza di cerina è certamente un costo aggiuntivo del quale tenere conto.

Dalle poche decine di euro che può richiedere una pulizia fai da te tra le mura domestiche, è possibile arrivare a spese ben maggiori in caso di pulizia forzata raggiungendo anche le 500 euro.

Per la sostituzione del FAP gli importi in gioco sono decisamente superiori e l’operazione si mostra ancor più onerosa e può arrivare a costare anche 3.000 euro e oltre a seconda del tipo di veicolo. Più che l’incidenza del pezzo di ricambio, ciò che ha un forte impatto sul conto finale è la manodopera.

Leggi anche filtro antiparticolato intasato: cosa fare

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