Perché dare un nome alla propria auto
0

“Gina”, “Eleanor”, “Betsy” non sono solo appellativi femminili, bensì vere e proprie dediche affettuose all’automobile parcheggiata con amore in garage: e voi, avete dato un nome alla vostra auto?

Auto e nomi famosi

Vettel e la sua “Gina” (l’anno prima Margherita), Nicolas Cage e la sua “Eleanor” di Fuori in 60 secondi: lo fanno in tanti, in tutto il mondo. Dare un nome alla propria auto non è prerogativa solo delle persone famose, ma recenti sondaggi rivelano l’abitudine di dare un “nomignolo” al veicolo è molto diffusa, come avviene ad esempio per le varie “Betsy, Daisy e Beast” della Gran Bretagna.

Ma a cosa serve dare un nome all’auto? Si tratta di una scelta simpatica che umanizza le vetture, ed è interessante sapere che spesso viene fatta dando nomi femminili. Un esempio? In UK troviamo “Fifi, Minty, Sylvia, Pearl, Ava e Ruby”, nonostante non manchino quelli maschili come “Henry, Roger, Neville, Bernard”.

I più creativi chiamano l’auto con il nome di personaggi famosi (come Becks, cioè David Beckam) o anche come lo storico Napoleone: insomma, l’acquisto di un veicolo è tra i più importanti della vita ed entra a far parte della quotidianità, proprio come lo farebbe una persona. Ecco quindi perché molti amano rendere “vive” le auto dando loro un appellativo.

Auto e sentimenti

Come abbiamo visto, molti uomini (ma anche donne) classificano l’auto come femmina e la nominano di conseguenza; inoltre, molte persone pensano che la propria vettura abbia una sua personalità.

Non solo, è molto diffusa anche la pratica di osservare un’auto e individuarne alcuni dettagli (come i fari) per etichettarla come simpatica, aggressiva, timida, eccetera.

Si tratta di una moda antica: anche anni fa, infatti, le auto erano titolate con nomignoli e soprannomi, fino a essere identificate più con il nome popolare che con quello reale scelto dalla Casa produttrice. Alcuni esempi sono:

  • Mercedes 300 SL “Ali di gabbiano”
  • Chevrolet 150 “Vedova nera”
  • Jaguar D-Type “Naso lungo”
  • Alfa Romeo 1900 C52 “Disco Volante”

Insomma, l’auto che guidate può rappresentarvi e farvi identificare dall’esterno, e tutto ciò può segnare una sorta di legame affettivo: da qui, la scelta di darle un nome e quasi umanizzarla.

Concludiamo con una curiosità: in Italia si trascorrono ben 5 anni e 7 mesi della vita nell’abitacolo, e i vezzeggiativi più comuni sono generalmente attribuiti alle utilitarie: Giacomina, Carolina, Bettina, Mariuccia, Martina e Camilla. Insomma, se la vostra auto non ha ancora un nome, liberate l’immaginazione e non sentitevi fuori luogo.

Comments

Comments are closed.

Altri articoli in Curiosità