Curiosità

Pulmino Volkswagen: la storia dell’auto degli Hippies

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pulmino Volkswagen

Il nuovo pulmino Volkswagen arriverà nel 2022 e sarà elettrico, ma quello che è stato il simbolo degli hippie è nato nel lontano 1966: ecco la sua storia e a cosa è dovuta la sua fama.

L’ideazione del pulmino Volkswagen

Nel 2022 tornerà il mitico pulmino Volkswagen in versione elettrica. Ma come è nato questo simbolo di libertà e ribellione scelto dai figli dei fiori degli anni ’60 per esprimere il loro stile e pensiero anticonformista?

L’iconico mezzo degli Hippies, il Bulli T1 o T2, è stato tra i veicoli più simbolici della storia dell’automobilismo e del costume: si trattava di un pulmino lento, con soli 20 cavalli, che raggiungeva la velocità massima di 90 km/h.

Il Transporter era nato nel secondo Dopoguerra come veicolo commerciale leggero, la cui produzione partì nel 1949 grazie all’olandese Ben Pon, l’importatore della Volkswagen nei Paesi Bassi durante la seconda metà degli anni ’40. Nel 1947, durante una visita agli stabilimenti di Wolfsburg, Pon crea un piccolo veicolo commerciale da assemblare sulla base meccanica del Maggiolino con 3 caratteristiche chiave: 750 kg di massa, motore posteriore e interasse di 2 metri.

Quello che sarebbe diventato il famoso pulmino Volkswagen vedrà effettivamente la luce 2 anni dopo, in uno scenario commerciale globale che voleva creare mezzi per facilitare le manovre in città senza sacrificare la capacità di carico.

La soluzione di Ben Pon venne poi implementata dalla Volkswagen, spostando il gruppo motore sul retro per guadagnare spazio e comfort nell’abitacolo, con sospensioni Volkswagen a ruote indipendenti “rubate” al Maggiolino.

La prima serie del pulmino Volkswagen, dal 1949 al 1967

Come abbiamo detto, il pulmino Volkswagen T1 Typ1 nasce nel 1949, a novembre, con le prime consegne nel 1950.

La sua linea è davvero semplice, con il parabrezza anteriore diviso in 2 che gli regala il soprannome “Split”, e la base meccanica è presa dal Maggiolino: il motore infatti è il 4 cilindri boxer raffreddato ad aria da 1.131 cc con 25 cavalli. I seguenti aggiornamenti portano al Typ2, che nel 1959 monta la variante da 40 cavalli, fino all’ultimo upgrade del 1967 con il 1.5 cc da 50 cavalli.

La prima serie del “Bulli” Volkswagen è dunque stata prodotta in 3 generazioni ed è quella che ha avuto più successo: soprattutto dalla fine degli anni Sessanta infatti fu il mezzo prescelto per le scorribande degli Hippie, durante la grande stagione del 1968.

Nello specifico, la versione preferita fu la Samba, con carrozzeria bicolore e 4 finestrini extra per lato, che i “figli dei fiori” amavano per il suo aspetto decisamente diverso dai pick-up statunitensi e per la sua lentezza.

Una curiosità: la prima generazione del Trasporter in Germania, ad Hannover, termina nel 1967, ma continua in Brasile fino alla metà degli anni ’60.

La seconda serie del pulmino Volkswagen, dal 1967 al 1979

La seconda generazione del pulmino Volkswagen T2 introduce molte novità rispetto alla prima, compreso un design sensibilmente rivisto che elimina il parabrezza diviso in due e migliora anche meccanica e tenuta di strada.

Il successo continua, ma i tempi sono cambiati: la seconda versione è infatti più prestante e offre 4 motorizzazioni benzina con cilindrate tra 1.6 e 2.0 cc, tutte dotate di cambio manuale a 3 o 4 rapporti.

La produzione della seconda generazione del pulmino VW termina nel 1979 in Europa e States, ma prosegue in Brasile fino al 2003.

Le altre serie del pulmino Volkswagen, dal 1979 a oggi

Nonostante la fine del periodo Hippie, il Transporter resta sul mercato e arriva la sua terza serie, che lo riporta a essere, di fatto, un comodo e semplice veicolo commerciale furgonato di medie dimensioni.

La terza generazione del furgone arriva sul mercato nel 1979, presentandosi con una linea più squadrata, con 2 fanali tondi e con il frontale molto simile alla prima Golf, grazie alla griglia sviluppata principalmente in lunghezza. Resterà in produzione fino al 1990, seguito poi dalla quarta serie, definita da carrozzeria e gruppi ottici più tondeggianti, che sarà prodotta fino al 2003.

Dal 2014 esce poi la quinta serie del Transporter con un 2.0 TDI, la trazione integrale 4Motion e vari tagli di potenza tra gli 84 e i 204 cavalli. Oggi invece siamo in attesa del 2022 per la sesta serie, elettrica e moderna.

Una curiosità: gli appassionati sanno che in generale i prezzi dei vecchi modelli di grande successo tra i collezionisti sono alti, a causa dell’elevato valore simbolico ed evocativo del pulmino Transporter Volkswagen. I più pregiati e ricercati, anche da restaurare, sono quelli degli anni ’60, che vanno dai 10.000 ai 70.000 euro per l’acquisto di un esemplare della prima serie in buone condizioni.

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